Chi è Ján Havlik?

Ján nasce il 12 febbraio 1928 nel villaggio di Dubovce nella regione di Záhorie. Frequentò la scuola a Holíč e dal 1941 il liceo a Skalica. Fu allora che cominciò a pensare ad una vocazione spirituale. Sceglie la Società Missionaria di San Vincenzo de Paoli.

Nel 1943 entrò nella Scuola Apostolica Vincenziana di Banská Bystrica. A causa dei cambiamenti politici, poté diplomarsi solo nel maggio del 1949. Dopo, alla fine di agosto, entra in noviziato. Nel 1950 il potere politico comunista decise di chiudere tutti gli istituti di vita consacrata. Ján Havlík e i suoi confratelli furono deportati con l’obiettivo di farli partecipare ai lavori della costruzione di un bacino vicino a Púchov. Havlík fu rilasciato dopo tre mesi. Dato che la Facoltà teologica di Bratislava era controllata dal regime comunista, decise, mantenendosi un lavoro a tempo pieno, di studiare teologia segretamente a Nitra e di continuare la sua formazione in seminario dai Vincenziani.

Il 29 ottobre del 1951 fu, insieme ad altri novizi, arrestato dalla Sicurezza di Stato (polizia segreta del regime comunista in Cecoslovacchia). Ján Havlík ha trascorso 15 mesi in detenzione preventiva, dove fu spesso torturato per essere costretto a confessare lattività antistatale. Nel febbraio 1953 il tribunale lo condannò per alto tradimento a 10 anni di carcere (inizialmente condannato a 14 anni, ma la sua pena fu ridotta a 10 anni in appello). Nonostante tutto rimase calmo, mantenne la devozione e lamore eroico per i suoi nemici. Divenne “MUKL” – un uomo destinato alla liquidazione. Allinizio lavorò nelle miniere di uranio di Jáchymov nella Repubblica ceca. Dal 1958 fu imprigionato a Ruzyn (Praga), dove fu torturato “con i guanti bianchi (abusi psicologici). La ragione di ciò fu un altro tribunale che lo condannò per il suo servizio missionario realizzato tra i compagni di prigionia e gli aumentò la pena di un anno.

Nel 1960, a causa delle sue condizioni di salute, dovette essere trasferito allospedale della prigione di Ilava. Fu rilasciato il 29 ottobre del 1962 dopo aver scontato lintera pena di 11 anni. Gli ultimi tre anni della sua vita visse con gravi problemi di salute e con le conseguenze di abusi mentali e fisici. Il giorno di Natale del 1965 fu mandato a casa (dallospedale) per trascorrere le feste natalizie con i suoi genitori. La mattina del 27 dicembre, che era festa di San Giovanni, si recò dal medico. La mamma gli chiese di portare la radio a farla riparare ad un centro di assistenza lungo la strada. Mentre Ján passava per le stradine di Skalica, gli diventava sempre più difficile camminare. Si fermò davanti ad una specie di bidone che, per coincidenza, apparteneva ad un medico locale. Il medico lo vide, si avvicinò cercando di parlargli, ma non ci fu risposta. Con laiuto di un passante portarono Ján in casa. Hanno scoperto che non era più vivo. Stava morendo nel centro della città eppure completamente abbandonato dalla gente. Lunico testimone della sua morte fu Dio.

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